Esistono diverse tipologie di ETF, ognuna pensata per rispondere a obiettivi di investimento, orizzonti temporali e livelli di rischio differenti.
Conoscere le principali categorie di ETF aiuta a capire come funzionano, a cosa servono e come orientarsi nella scelta.
In questo articolo vediamo quali sono i principali tipi di ETF, con esempi pratici e criteri utili per interpretarli.
Quali tipologie di ETF esistono?
Gli ETF possono essere classificati in base a:
- asset class replicata;
- struttura e funzionamento;
- obiettivo di investimento.
Le categorie più diffuse sono:
- ETF azionariETF obbligazionari
- ETF monetariETF a scadenza
- ETF tematici e settoriali
ETF azionari
Gli ETF azionari replicano indici composti da azioni di una o più società. Possono offrire esposizione a:
- un singolo Paese (es. Italia, USA);
- un’area geografica (Europa, mercati emergenti);
- il mercato globale.
Sono spesso utilizzati con orizzonti di medio-lungo periodo, perché più esposti alle oscillazioni dei mercati.
Quando si usano gli ETF azionari?
- per puntare sulla crescita nel tempo;
- per diversificare tra molte aziende;
- per costruire la parte “dinamica” di un portafoglio.
ETF obbligazionari
Gli ETF obbligazionari investono in titoli di Stato o obbligazioni societarie. Replicano indici obbligazionari che possono differire per:
- area geografica;
- durata (breve, media, lunga);
- tipologia di emittente.
Rispetto agli ETF azionari, tendono ad avere volatilità più contenuta, ma anche rendimenti potenzialmente inferiori nel lungo periodo.
ETF obbligazionari a scadenza
Gli ETF obbligazionari a scadenza sono ETF che replicano panieri di obbligazioni con una data di rimborso definita.
A differenza degli ETF obbligazionari tradizionali:
- hanno una durata prefissata;
- seguono una logica simile a quella di un’obbligazione;
- permettono di pianificare meglio l’orizzonte temporale.
Sono spesso utilizzati da chi cerca maggiore prevedibilità, pur restando all’interno di uno strumento ETF.
ETF monetari
Gli ETF monetari investono in strumenti finanziari a breve termine, legati ai tassi di interesse. Sono utilizzati soprattutto per:
- la gestione della liquidità;
- ridurre l’esposizione alla volatilità di mercato;
- parcheggiare temporaneamente il capitale.
Il rendimento degli ETF monetari è strettamente collegato all’andamento dei tassi ufficiali.
ETF tematici e settoriali
Gli ETF tematici investono in aziende legate a uno specifico tema o settore, come:
- tecnologia;
- energia;
- sostenibilità;
- sanità.
Offrono un’esposizione mirata, ma:
- sono meno diversificati rispetto agli ETF globali;
- possono essere più volatili.
Sono generalmente utilizzati come componente complementare di un portafoglio.
Tabella comparativa: principali tipologie di ETF
|
Tipologia di ETF |
Asset principale |
Orizzonte tipico |
Livello di rischio |
|---|---|---|---|
|
ETF azionari |
Azioni |
Medio-lungo |
Medio-alto |
|
ETF obbligazionari |
Obbligazioni |
Medio
|
Medio
|
|
ETF obbligazionari a scadenza |
Obbligazioni |
Definito |
Medio
|
|
ETF monetari |
Strumenti a breve termine |
Breve
|
Basso
|
|
ETF tematici
|
Azioni settoriali
|
Medio-lungo |
Variabile
|
Come scegliere gli ETF in base ai propri obiettivi?
Per orientarsi tra le diverse tipologie di ETF, è utile considerare:
- Orizzonte temporale
Più è lungo, maggiore può essere l’esposizione agli ETF azionari. - Tolleranza al rischio
ETF azionari e tematici tendono a essere più volatili rispetto a ETF obbligazionari o monetari. - Obiettivo dell’investimento
Crescita, stabilità o gestione della liquidità richiedono ETF diversi. - Diversificazione complessiva
Gli ETF funzionano meglio se inseriti in una strategia coerente e bilanciata.
Le diverse tipologie di ETF permettono di costruire strategie di investimento flessibili e diversificate. Comprendere quali sono i principali tipi di ETF e come funzionano aiuta a orientarsi meglio tra le alternative disponibili e a fare scelte più consapevoli nel tempo.