Quanto bisogna risparmiare per andare a vivere da soli?

Sono tanti i giovani che, una volta terminati gli studi e trovato un lavoro, decidono di emanciparsi. Tuttavia, come dice il proverbio: “tra il dire e il fare, c'è di mezzo il mare”; andar via da casa dei genitori non è così semplice come potrebbe sembrare. È un cambiamento che comporta una serie di responsabilità, tra cui quella di affrontare delle spese che prima non si avevano. In questo articolo ti parleremo di queste spese e dell'importanza di risparmiare per potersi emancipare senza stress. 

 

Quali spese dovrai iniziare a sostenere al momento di emanciparti?

Per raggiungere l'indipendenza economica, è fondamentale risparmiare e gestire al meglio il proprio budget. Per iniziare a farlo, devi conoscere le spese che dovrai sostenere una volta che si andrà a vivere da soli. Queste si dividono in 2 tipi: fisse e variabili.

 

Spese fisse

Sono quelle che si pagano ogni mese, senza eccezioni. Tra queste vi sono:

- Affitto o mutuo: normalmente, soprattutto se è la prima esperienza, si va in affitto. Il prezzo dipende da dove vai a vivere ed è solitamente più alto nelle grandi città (come Roma o Milano). Di solito, si destina un 30% massimo delle proprie entrate al pagamento della casa, a cui bisognerebbe poi aggiungere una piccola quota per le spese condominiali (anche se spesso sono incluse) o un ipotetico posto macchina.

Se invece decidi di comprarla, dovresti sapere che il prezzo della casa (sia nuova che di seconda mano) dipende anche dalla sua ubicazione, oltre ad altri fattori. Per esempio vivere in una capitale sarà più costoso che vivere in un piccolo centro, o vivere in periferia piuttosto che in centro ci farà risparmiare qualcosina.

Qualunque sia il prezzo, per pagarlo si ricorre solitamente a un mutuo, che coprirebbe fino all'80% mentre il restante 20% del valore della casa si dovrà mettere da parte prima. Inoltre, bisognerà tenere in considerazione anche le spese legate alla compravendita, che solitamente rappresentano circa il 10% del valore della casa.

- Utenze domestiche: sono spese come, ad esempio, la luce, l'acqua e il gas, che vanno pagate mensilmente. In una famiglia composta da 3 membri, e facendone un uso responsabile, la spesa media si aggira intorno ai 100€ al mese.

- Alimentazione: di solito si tratta di una spesa su cui si può risparmiare quando ci si emancipa. Un modo per farlo è controllare prima i diversi prezzi dei supermercati e dei grandi magazzini sulle loro pagine web e scegliere il negozio più conveniente. Ah, non dimenticare che, in questa sezione, devi inserire anche le colazioni, i pranzi e le cene fuori casa. 

- Assicurazione sulla casa: ti protegge da qualsiasi imprevisto che possa verificarsi all’interno delle mura domestiche.

- Assicurazione auto: se possiedi un veicolo, dovrai disporre di una polizza (con copertura completa o per danni causati a terzi"), in modo che la compagnia assicurativa si faccia carico di qualsiasi incidente tu possa avere.

 

Spese variabili

Sono quelle che, dal momento che non sono necessarie al 100% nella vita di tutti i giorni, puoi scegliere se farle o meno. Tra queste c’è Internet. Per molti è indispensabile avere una buona connessione a casa sia per uso personale che lavorativo. Se sei uno di questi, prima di entrare a vivere nella tua nuova casa, prova a valutare le diverse opzioni offerte dalle società di telecomunicazioni, per poter decidere quella che offre tariffe più vantaggiose.

Oltre a questa spesa, ce ne sono altre variabili da tenere in conto e sulle quali puoi risparmiare quando diventi indipendente, come ad esempio l'acquisto di abbigliamento e accessori.

Infine, dovresti avere da parte un piccolo gruzzoletto per gli imprevisti che si possono presentano quando meno te lo aspetti ed è sempre bene essere preparati. Nel caso in cui passi molto tempo e tu non lo abbia utilizzato, puoi investirlo in una qualsiasi delle spese di cui abbiamo parlato prima.

 

Risparmia con la regola 50/30/20

Uno dei metodi più utili per risparmiare è la regola del 50/30/20, cui principio si basa sulle percentuali nelle quali dividi le tue entrate in un mese:

- 50% per i tuoi bisogni primari, tra i quali: il pagamento della quota del mutuo o l'affitto, le forniture (come elettricità, acqua o gas), il cibo, l'abbigliamento e le calzature o gli spostamenti, tra gli altri.

- 30% per i capricci, cioè quelle spese quotidiane di cui possiamo pure fare a meno, come andare al cinema o mangiare fuori.

- 20% per il risparmio, per il quale abbiamo due opzioni: la prima è quella di prelevare questa percentuale dalla tua busta paga non appena la ricevi (ad esempio, da 1.000€ ne mettiamo da parte 200€). La seconda è quella di versare il denaro in un conto diverso o di risparmio (come il Conto Salvadanaio di BBVA), per evitare di usarlo quotidianamente.

In questo modo, sapendo esattamente quanto spendi in ogni categoria, potrai gestire in modo più responsabile i tuoi soldi.

Il Conto Corrente BBVA ti offre un servizio fatto di semplici regole di risparmio che ti aiutano a gestire automaticamente il tuo conto per far crescere i tuoi risparmi senza sforzi e avere più controllo sui tuoi soldi.

Prenditi cura del tuo benessere finanziario

Come puoi vedere, sono molte le spese che dovrai affrontare se vuoi renderti indipendente e per le quali dovrai risparmiare. Per raggiungere quest'ultimo obiettivo, è fondamentale conoscere la propria situazione finanziaria. Ecco perché BBVA mette a disposizione dei propri clienti “Benessere finanziario”, uno strumento che mira ad aiutare ogni persona, indipendentemente dal proprio livello di entrate, a raggiungere il proprio benessere finanziario e i propri obiettivi di risparmio, migliorando la gestione delle proprie spese.

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